Photo of the Month

PhotooftheMonth

D-EPRT, final 36, Siena.

Annunci

Emergency Situations 1

dan0955_tonemapped.jpg

flags_of_United-Kingdom
Practice, experience, and common sense can greatly increase the chances, but despite our best intentions, sometimes something can go wrong, making us regret being in the air, eager to be on the ground “it’s better being down there, wishing you were up here, than being up here, wishing you were down there!“. Let’s see how to deal with emergency situations in the safest possible manner.
How can you define an emergency situation? At first glance it may seem a simple question, but upon reflection it may not be so easy. An engine failure can be defined as an emergency? And if it happens at 5000ft agl, with perfect weather and a lot of suitable landing spaces? During an emergency the context in which this occurs is all. Conditions can make a non-event in the worst nightmare (imagine the same engine failure at 300ft agl during the initial climb, at night on a frozen lake). Of course, in most cases, the distinctions are more subtle. We will use the term emergency, but most of the problems faced by the pilots can be defined simply as abnormal situations,  not hazardous situations. It’s important to keep in mind this distinction. The statistics are full of examples of pilots who have managed to turn abnormal situations in emergency cases. Whatever the situation, the basic principle of the pilot should be: First, do not hurt yourself.
You are in cruise, when suddenly there is a problem. What to do? The first step should be to make a very simple assessment:
What’s wrong?
What is the level of criticality?
How much time do I have?
The most difficult situation is the one that requires immediate action. An engine failure shortly after takeoff, or a fault in the oxygen to 25.000ft, are examples for which the reaction of the pilot must be immediate. In training, special attention should be given to this type of emergency that requires immediate action as a briefing before take-off in the event of engine failure in the initial climb.

Faced with an emergency, unprepared pilots have a tendency to make their way through several mental stages (shock, denial, acceptance) before finally taking the appropriate actions, thus wasting valuable time. In critical situations, those extra seconds can mean the difference between success and something much worse.
(to be continued)

flags_of_Italy
Pratica, esperienza, e buon senso possono aumentare di gran lunga le probabilità, ma nonostante le nostre migliori intenzioni, a volta qualcosa può andare storto, facendoci rimpiangere di essere in volo, desiderosi di essere a terra “it’s better being down there, wishing you were up here, than being up here, wishing you were down there!” Vediamo come affrontare situazioni di emergenza nella maniera più sicura possibile.
Come si può definire una situazione di emergenza? A prima vista può sembrare una domanda semplice, ma riflettendoci può non essere così facile da definire. Una piantata motore può definirsi un’emergenza? E se succede a 5000ft agl, con tempo perfetto e una ventina di spazi idonei di atterraggio nel raggio di planata? Durante un’emergenza il contesto in cui questo si verifica è tutto. Le circostanze lo possono rendere un non-evento o il peggiore degli incubi (immaginiamo la stessa piantata motore a 300ft agl durante la salita iniziale, di notte su un lago ghiacciato). Naturalmente nella maggior parte dei casi, le distinzioni sono più sottili. Useremo il termine di emergenza, ma la maggior parte dei problemi che devono affrontare i piloti possono definirsi più semplicemente come situazioni anormali, non quindi come una situazione di pericolo immediato o peggio, mortale. E’ importante mantenere in mente questa distinzione. Le statistiche sono piene di esempi di piloti che sono riusciti a trasformare situazioni anomale in casi di emergenza. qualunque sia la situazione, il principio base del pilota dovrebbe essere: Primo, non farti del male.
Stai volando in crociera quando improvvisamente si verifica un problema. Cosa fare? Il primo passo dovrebbe essere quello di effettuare una valutazione iniziale molto semplice:
Che cosa c’è che non va?
Qual’è il livello di criticità?
Quanto tempo ho a disposizione?
La situazione più difficile è quella che richiede un’azione immediata. Una piantata motore subito dopo il decollo, o un guasto all’impianto dell’ossigeno a 25.000ft, sono esempi per i quali la reazione del pilota deve essere immediata. Nell’addestramento, particolare attenzione dovrebbe essere dedicata a questo tipo di emergenza che richiede azioni immediate come un briefing prima del decollo nel caso di piantata motore nella salita iniziale.

Di fronte a una situazione di emergenza, i piloti impreparati hanno la tendenza a farsi strada attraverso diverse fasi mentali (shock, rifiuto, accettazione) prima di intraprendere finalmente le appropriate azioni, sprecando così tempo prezioso. In situazioni critiche, quei secondi in più possono significare la differenza tra una buona riuscita e qualcosa di molto peggio.

Challenging turns with D-EPRT.

Photo of the Month

PhotoMonth

Making our way through the clouds with D-EPRT.

Expert pilots 2

GPS

flags_of_United-Kingdom
[…]
The third task layer involves situation awareness management. One example of the expert at work is dialing in an additional navigation radio frequency on a second radio, even though this second radio is not required for the flight procedures at hand. Experts use it anyway to more clearly determine their position. With this knowledge the experts are aware of their relative position throughout the procedure and are able to call on this knowledge. At times they will turn with a tighter radius to make a smooth course intercept. The only way the expert could have known that a tighter radius was called for was having knowledge of the relative position. With the course intercept made smoothly, the approach procedure begins under control and no time is wasted passing through the course and attempting to reintercept from the other side. Expert are constantly and predictably completing these extra third-level task. The result is that the procedure appears effortless and everything is under control.
One commonality that all experts have is the ability to physically fly the airplane without using up all their mental energy. These pilots are able to hold altitude and heading when that is required and still plan ahead. When the physical workload increases, such as a turn or descent, a descending turn, or a course intercept, they are capable of keeping pace both with the physical task of manipulating the airplane controls and also with the mental tasks. They do not miss radio calls. They are assertive and clear with radio transmission. They do not miss altitude changes. They reduced speed when they should. “They are in command”.
Experts never seem to “get behind the airplane” but this is no accident. They are always planning ahead. They are always doing something that although it is not actually mandatory at the time will pay off soon there after.
(to be continued)

flags_of_Italy
Nel terzo livello entra in gioco quella che possiamo definire come “coscienza situazionale manageriale”. Un esempio di un pilota esperto è la capacità di inserire le corrette frequenze radio sulla seconda radio anche se questa non è prevista dalla procedura. I piloti esperti la usano comunque, così da determinare al meglio la loro posizione, e sfruttare questa loro conoscenza aumentando la loro coscienza situazionale. Al momento giusto stringeranno la virata per intercettare gradualmente il localizzatore, ma per far questo è necessario conoscere la propria posizione. La procedura di avvicinamento sarà così condotta in maniera più fluida con maggior controllo e nessun tempo sarà sprecato nel doverla intercettare nuovamente perché sfuggita sul lato opposto. I piloti esperti sono costantemente impegnati ad eseguire queste azioni del terzo livello. Il risultato sarà che la procedura sembrerà essere eseguita senza nessuno sforzo o indecisione, costantemente sotto controllo.
Una caratteristica che accomuna tutti i piloti più esperti è la capacità di controllare l’aereo senza dover usare tutte le loro energie mentali. Questi piloti sono capaci di mantenere la prua e l’altitudine pianificando in anticipo le azioni future. Quando il carico di lavoro aumenta, come iniziare una discesa, una virata, o intercettare una radiale, essi sono capaci di non perdere il ritmo mantenendo il controllo dell’aereo e non perdendo di vista l’obiettivo. Non perdono le chiamate radio, sono chiari nelle comunicazioni, non si distraggono se viene loro richiesto un cambio di altitudine, riducono la velocità se gli viene richiesto. “Essi sono in comando”.
Non sembrano mai essere in ritardo rispetto alla conduzione dell’aereo e questo non è casuale, essi pianificano sempre in anticipo, non hanno tempi morti, sono sempre occupati in qualcosa che prima o poi risulterà loro utile.

D-EPRT glass-cockpit.

Expert pilots 1

Esperienzavolo1

flags_of_United-Kingdom
What is the difference between an expert pilot and a novice pilot? The difference is simple: experience and the ability to make decisions (Decision Making). Experience and DM go together, but it is not clear which comes first. Pilots who have had the benefit of many flight hours may have seen situations during those flight hours that help them make decisions. In other words, their experience guides their decisions. Or it may be that pilots who can make good decisions in the first place remain on the job longer and live longer. They have the longevity that allows them to gain the experience. It probably is a combination of the two. If there really is an observable and measurable difference between expert pilot performance and novice pilot performance, can there also be teaching strategies developed that would help novices act more like experts? If such a strategy were developed, it would have to start with a definition of just what expert pilot behavior is. So what do expert pilots do that is different and worth copying?

CHARACTERISTICS OF EXPERT PERFORMANCE

Experienced pilots are able to prepare and anticipate far more than the novice pilots.
Experts can fly with ease, never coming near a mental saturation point. This leaves them with the mental capacity available to think ahead and plan for upcoming events. Experts never seem to be in a hurry, yet they are always doing something. They never let a free moment go without planning something or doing something that will help them out later. Experts pilots do all the extra and little things that make the job easier.
In any flight procedure there are several task layers. there are task that absolutely have to be done if the flight procedure is even possible. An example of this would be turning in a navigation radio to frequency that is used for an instrument approach. Without that frequency the pilot cannot know where to go, so tuning that frequency is an absolute necessity. Then there are task on a slightly higher level that, although not absolutely required, make the procedure run smoothly. An example is prereading the missed-approach instructions so that when the time comes for the missed-approach procedure to be executed, experts calmly add power and begin the procedure without immediate reference to any chart. Nonexpert pilots rarely are that prepared at the missed-approach point. They often fumble around looking for the proper chart while the airplane is somewhat out of control
(to be continued)

flags_of_Italy
Qual’è la differenza tra un pilota esperto e uno con poche ore all’attivo? La differenza è semplice: esperienza e l’abilità nel prendere le migliori decisioni (Decision Making). L’esperienza e la DM vanno assieme ma non è chiaro quale delle due viene per prima. Coloro che hanno avuto il privilegio di volare molte ore hanno vissuto molte esperienze e questo li agevola nel prendere le decisioni migliori, d’altra parte i piloti che sono stati in grado di prendere decisioni soddisfacenti hanno avuto la possibilità di volare più a lungo senza incidenti, accumulando quella longevità che gli permette di accumulare esperienza. Probabilmente l’una è legata all’ altra.
C’è comunque una differenza importante di comportamento tra un pilota esperto e uno inesperto e se questa è osservabile e in qualche modo misurabile, può esserci una strategia d’insegnamento che può aiutare i principianti ad agire in maniera più “esperta”?
Per prima cosa esaminiamo il comportamento dei piloti più esperti, e quelle che sono le differenze rispetto a quelli inesperti.

CARATTERISTICHE DI PERFORMANCE DEI PILOTI ESPERTI

I piloti esperti sono capaci di preparare e anticipare gli eventi in maniera decisamente migliore di quelli alle prime esperienze.
Questi volano con la massima tranquillità sempre lontani dal punto di saturazione mentale, il che gli consente di disporre sempre di quella capacità mentale di pianificare e anticipare gli eventi futuri. Non sembrano mai avere fretta, nonostante siano sempre occupati in qualcosa, utilizzando costantemente il tempo, sempre impegnati in azioni che li aiuterà nei momenti successivi, rendendo quindi la conduzione dell’aereo più semplice e fluida.
Durante un volo ci sono delle azioni (livelli) che non possono essere assolutamente evitati. Ad esempio, durante un avvicinamento strumentale sintonizzare la radio sulla giusta frequenza, in caso contrario il pilota sarebbe perso, non sapendo dove andare, quindi sintonizzare la radio è un gesto assolutamente necessario. Poi, ci sono azioni di livello superiore, che non sono rigorosamente obbligatorie ma che rendono la procedura più semplice e sicura. Ad esempio prepararsi alla procedura di mancato avvicinamento, così che nel caso che questa situazioni si verifichi effettivamente, il pilota esperto la metterà in pratica con calma, dando motore ed iniziando quindi la procedura memorizzata precedentemente. Piloti inesperti raramente sono preparati a questa eventualità, che li troverà impreparati nella ricerca della cartina con l’aereo non più sotto controllo.

Look here!
Cpt. Myself flying a TB-9, Nicola pax,
GoPro recording.
AeC-Firenze-L.Gori.

With D-EPRT in the heart of Umbria.

Stress and reaction 1

StressReazione1

flags_of_United-Kingdom
What is stress? If you read a dozen different textbooks, you will probably find a dozen different answers. For our purposes “a demand upon physical or mental energy” will do for now. The first point to note is that not all stress is bad. When people talk about being “under stress” or “stressed-out”, we can assume that they are suffering excessive mental stress. We all know people who seem to be able to tolerate much greater stress than others without apparent problems. For that matter, we all know people who seem to tolerate much less stress than most before they get into problems. We can therefore appreciate that mental stress is about the perceived ability to cope with the perceived situation. This is why an under-confident pilot may suffer great stress in a certain situation, even though his actual ability is greater than that of an over-confident pilot.
This leads us to an important concept about stress, namely:
“There is no such thing as a stressful situation, only a stressful reaction.”
Here’s an example:
Imagine a windy day giving a strong crosswind component on the only usable runway. To an inexperienced pilot, perhaps under-confident and not current in crosswind landings, this may present an excessively stressful situation, making a poor approach and bad landing. An experienced pilot, landing exactly the same aircraft in exactly the same conditions, may not suffer excessive stress at all. It is quite possible that in this situation the little extra stress may cause the experienced pilot to make a better approach and landing than usual.
One situation, two different reactions.
(to be continued)

flags_of_Italy
Se cerchiamo una definizione di stress, probabilmente troveremmo un’infinità di risposte, una di queste “una maggiore richiesta da parte dell’organismo di energia fisica e mentale”, può bastare per i nostri propositi.
Una considerazione riguarda il fatto che non tutte le situazioni di stress sono da considerarsi negativamente. Quando si dice essere “sotto stress” si immagina una situazione di difficoltà. Ci sono soggetti in grado di tollerare queste situazioni, senza particolari problemi, che al contrario per altri sono intollerabili. Possiamo quindi riconoscere che lo stress mentale è quella abilità che si ritiene necessaria per fronteggiare una particolare situazione. Questo spiega perché un pilota insicuro può essere soggetto a maggiore stress rispetto a un pilota consapevole delle proprie capacità.
Questo ci conduce ad un importante concetto:
“Ad una situazione di stress emotivo corrisponderà una reazione caratterizzata da stress“
Facciamo un esempio:
Immaginiamo una giornata di forte vento al traverso che spira su una pista unidirezionale. Ad un pilota inesperto e insicuro questa situazione sarà fonte di grande stress, le cui conseguenze lo porteranno probabilmente ad un maldestro avvicinamento e un pessimo atterraggio. Un pilota esperto ai comandi dello stesso aereo nella stessa identica situazione al contrario considererà questa, un occasione per mettere alla prova la propria abilità e la possibilità di effettuare un atterraggio fuori dalla routine. Per lui questo piccolo stress emotivo potrà addirittura, attraverso una maggiore attenzione e concentrazione, consentirgli addirittura un atterraggio migliore del solito.
Una situazione, due differenti reazioni.

In flight with I-AFAB above Trasimeno lake.

Mantieni la SA! 1

MantieniSA1

La coscienza situazionale (SA) è un bersaglio in movimento. Se l’hai nel mirino ti può sfuggire in un istante senza per questo avere la consapevolezza di averlo perso. Mantenere la SA richiede un attenzione costante, l’aereo è in continuo movimento, quindi il quadro che si presenta al pilota è sempre modificato dagli eventi. Avere costantemente la SA relativa alla situazione in corso significa per il pilota essere sempre pronto ad anticipare i cambiamenti e formulare nuovi schemi. Anche in una bella giornata di sole, con perfetta visibilità, il pilota deve essere in grado di ricevere ed elaborare un infinità di dati provenienti dall’esterno. In volo, i sensi del pilota continuano incessantemente a fornire dati al cervello. Gli occhi scansionano gli strumenti e l’orizzonte, gli orecchi ascoltano il suono del motore e le comunicazioni in cuffia, sempre nuove percezioni offrono alla propria sensibilità piccole variazione o cambiamenti. Il pilota deve essere costantemente all’erta. Ma la SA non è solo questo! Oltre ad avere la piena consapevolezza dell’ambiente circostante, il pilota deve essere anche sospettoso e calcolatore. Il pilota deve elaborare tutti questi elementi provenienti dall’ambiente e dare loro un senso logico, individuare gli indizi di ogni problema imminente. Piloti consapevoli anticipano i problemi e agiscono ancora prima che questi si manifestino. Quelli inconsapevoli reagiscono solo quando il problema si è manifestato o quando è ormai troppo tardi per intraprendere qualsiasi azione. Piloti consapevoli sono propositivi durante le fasi del processo decisionale (decision making). Quando si trovano a dover prendere decisioni tendono a rivelare informazioni addizionali in grado di aumentare la coscienza situazionale. Con una miglior SA le decisioni risulteranno più appropriate completando così il quadro.
Il processo decisionale non è statico. Quando la decisione è intrapresa il cui risultato non ha effetti su quelle future, si parla di decisione statica, ma sappiamo che nel volo ogni singola decisione cambierà le opzioni e influenzerà quelle successive. È come percorrere una strada ed arrivare ad un bivio. Se scegli la giusta diramazione avrai eliminato una serie di opzioni, alcune delle quali sarebbero risultate fatali. In aereo, una volta intrapresa una linea d’azione difficilmente sarà possibile tornare al punto iniziale e scegliere l’altro bivio. In aereo le decisioni che prendiamo sono dinamiche, mettendo in successione tutte le altre. Non esiste un solo bivio, ma una serie di bivi, ognuno con opzioni diverse che determineranno risultati diversi. Conoscere il giusto bivio dipende dall’abilità del pilota di fare la giusta valutazione, la cui abilità è in relazione alla capacità di proiettare nel futuro il risultato di tale decisione. Questa abilità è spesso relazionata alla capacità del pilota di essere in anticipo sulle decisioni da intraprendere.
(segue)

In salita per 7,500ft lasciando Marina di Campo col D-EPRT.