Stress e Reazione 1

StressReazione1

Se cerchiamo una definizione di stress, probabilmente troveremmo un’infinità di risposte, una di queste “una maggiore richiesta da parte dell’organismo di energia fisica e mentale”, può bastare per i nostri propositi.
Una considerazione riguarda il fatto che non tutte le situazioni di stress sono da considerarsi negativamente. Quando si dice essere “sotto stress” si immagina una situazione di difficoltà. Ci sono soggetti in grado di tollerare queste situazioni, senza particolari problemi, che al contrario per altri sono intollerabili. Possiamo quindi riconoscere che lo stress mentale è quella abilità che si ritiene necessaria per fronteggiare una particolare situazione. Questo spiega perché un pilota insicuro può essere soggetto a maggiore stress rispetto a un pilota consapevole delle proprie capacità.
Questo ci conduce ad un importante concetto:
Ad una situazione di stress emotivo corrisponderà una reazione caratterizzata da stress
Facciamo un esempio:
Immaginiamo una giornata di forte vento al traverso che spira su una pista unidirezionale. Ad un pilota inesperto e insicuro questa situazione sarà fonte di grande stress, le cui conseguenze lo porteranno probabilmente ad un maldestro avvicinamento e un pessimo atterraggio. Un pilota esperto ai comandi dello stesso aereo nella stessa identica situazione al contrario considererà questa, un occasione per mettere alla prova la propria abilità e la possibilità di effettuare un atterraggio fuori dalla routine. Per lui questo piccolo stress emotivo potrà addirittura, attraverso una maggiore attenzione e concentrazione, consentirgli addirittura un atterraggio migliore del solito.
Una situazione, due differenti reazioni.
(segue)

In volo con l'”AFAB” sul Lago Trasimeno.

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Fly Safety 2

FlySafety2

flags_of_United-Kingdom
[…]
The result is almost inevitable ..
Once in flight, the pilot remains close to the ground, taking advantage of the ground effect, when the gear is retracted, at the end of the runway, he begins a steep climb with a sharp left turn.
All pretty impressive (if you let yourself be easily impressed) except that the pattern, had to be made in the opposite direction so as not to overfly the nearby runway, and the group of adjacent houses, which the impetuous pilot graze less than 300 feet.
Still at only 500 feet, the pilot levels, in the direction of their destination. I hear them on the radio quickly saying goodbye, and in silence again. Meanwhile, the club, the present who witnessed the scene, resigned shake their heads in disapproval for the squalid show they have witnessed.
It would be easy to point out the idiotic behavior of the pilot, totally unfit to lead an airplane, the fact remains that he certainly has completed a course of study and training, passed theoretical and practical exams, and there is no reason to believe that he is less intelligent than other pilots. Stupid, reckless, selfish, careless, perhaps, buy maybe not stupid.
I remain thoughtful, reflecting on the fact that if the pilot was aware of the importance of observing all the rules of basic security, which he violated in such a short time, perhaps, he would have behaved differently. Perhaps he would be interested to know that in the last twenty years, many accidents have occurred precisely because of one of these faults, and if he had been aware of the lethal risks, for himself and his passengers, he might have preferred to demonstrate his skills in a more constructive way.
Is it possible to train a pilot and get him to behave more safely and professionally? Is it possible for a pilot to improve his standards without losing the fun of flying?

“There are no new accidents, only people with short memories”

flags_of_Italy
Il seguito è quasi inevitabile..
Una volta in volo il pilota si mantiene vicino al terreno, sfruttando l’effetto suolo, quando il carrello viene retratto in corrispondenza della fine della pista, inizia una ripida salita con una decisa virata a sinistra.
Tutto decisamente impressionante, (se ti lasci facilmente impressionare) se non fosse che il circuito doveva essere effettuato in senso contrario così da non sorvolare la pista parallela, e il gruppo di case adiacenti, cosa che l’impetuoso pilota effettua a meno di 300 piedi.
Ancora a soli 500 piedi, il pilota livella, in direzione della loro destinazione. Sento alla radio un loro veloce saluto, e tornare nuovamente in silenzio. Nel frattempo, nel club, i presenti che hanno assistito alla scena, rassegnati scuotono la testa in segno di disapprovazione per lo squallido spettacolo a cui hanno assistito.
Sarebbe facile, sottolineare il comportamento idiota del pilota, completamente inadatto a condurre un aereoplano, rimane il fatto che certamente egli ha completato un corso di studi e di addestramento, superato esami teorici e pratici, e non c’è motivo per credere che egli sia meno intelligente di altri piloti. Stupido, spericolato, egoista, disattento: forse sì. Stupido: forse no.
Rimango pensieroso, riflettendo sul fatto che se il pilota fosse stato cosciente dell’importanza di osservare tutte quelle regole così fondamentali della sicurezza, che egli ha violato in così breve tempo, forse, si sarebbe comportato in maniera diversa. Forse egli, sarebbe stato interessato a sapere che negli ultimi venti anni, molti incidenti sono avvenuti proprio a causa di una di queste mancanze, e se fosse stato cosciente dei rischi letali, per se e i suoi passeggeri, forse avrebbe preferito dimostrare la sua abilità in maniera più costruttiva.
E’ possibile educare un pilota e convincerlo a comportarsi in maniera più sicura e professionale? E’ possibile per un pilota migliorare i suoi standards senza perdere il divertimento del volo?

“Non esistono incidenti, solo piloti con scarsa memoria”

I-AFAB at Cinquale Airport.

Stress e volo

Stressevolo

Mi colpisce il fatto che nell’ambito dell’Aviazione Generale alcuni piloti sono talmente responsabili che in alcuni casi preferiscono rinunciare a volare, mentre per altri volare è quasi una necessità e anche in situazioni in cui il volo sarebbe sconsigliabile si sentono quasi in dovere di staccare le ruote da terra!
Oppure piloti che non si sentono al “top” ma non rinunciano a volare, mentre altri sono sufficientemente onesti con se stessi da preferire rimandare. Qual’é la differenza? Perché uno riesce a rinunciare e l’altro pur non sentendosi sicuro vola ad ogni costo? La differenza é da ricercarsi solo nell’esperienza dei piloti? Un pilota esperto riesce a rinunciare e dire di no ad un volo (a prescindere dalla motivazione), mentre un pilota neofita vola a tutti i costi o fa più fatica a rinunciare. Oppure, al contrario, un pilota inesperto sentendosi incerto rinuncia più facilmente mentre un pilota navigato pensa di riuscire a fronteggiare più o meno qualsiasi tipo di situazione? Credo che la differenza sia da ricercarsi nella personalità dei piloti e nella loro preparazione. Due persone che svolgono la stessa attività (volare) prendono due decisioni completamente diverse. E’ come se un pilota dicesse “sono stressato, quindi volo così mi rilasso”, mentre un altro dicesse “sono stressato, quindi non volo e mi rilasso”. Capisci la differenza? Non si tratta solo di esperienza o numero di ore di volo, ma di personalità.
É molto più pericoloso chi vola per rilassarsi anziché chi si rilassa e poi vola. La differenza è enorme!
Look here!

Short flight, Viareggio-Firenze.
Cpt. Giacomo flying a TB-9, Cpt. Myself as safety,
GoPro recording.
AeC L. Gori – Firenze.

Il Cessna 172FR dell’AeC L. Gori – Firenze all’aeroporto del Cinquale

Mattarello

Bolzano

La parte più antica di Mattarello appare suddivisa in due nuclei distinti: quello a valle e quello più a monte, che si concentra a sud del medievale Castello della Torre Franca.
Vicino al paese si trovano l’Aeroporto di Trento e il Museo dell’aeronautica, entrambi dedicati a Gianni Caproni.
Quella volta che decidemmo di andare in volo a Mattarello, partendo la mattina presto da Firenze, ne approfittammo per visitare il vicino museo Caproni, ed è li che Cpt. Paolo dopo averci condotti sani e salvi ed essere dolcemente atterrato ai comandi di un Cessna 172, (questo il video dell’ atterraggio) alle prese col simulatore del museo non riuscì a far di meglio che sfracellarsi al suolo!

Cpt. Paolo flying a Cessna 172FR, Cpt. Giacomo Safety,
Myself behind and recording.
AeC-Firenze-L.Gori.

Aviosuperficie di Corridonia

L’aviosuperficie di Corridonia si trova nella provincia di Macerata.
È un piccolo campo volo, non molto trafficato con una pista lunga circa 1200 mt.
Ci siamo atterrati provenienti da Fano, prima di rientrare, con la terza tratta a Firenze.
Il Cessna 172 FR si prestava particolarmente a questo tipo di campi in erba, per l’efficacia del suo carrello, la capacità di atterrare a basse velocità con la completa estensione dei flaps, e la breve corsa di decollo anche a pieno carico.
Individuare la striscia in erba, confusa nella vegetazione richiese particolare attenzione, e nonostante l’ausilio di un Garmin portatile, durante l’avvicinamento fu necessario più di qualche virata correttiva, rischiando così di arrivare in testata pista troppo alti e veloci.

Cpt. Giacomo flying a Cessna 172 FR, Cpt. Paolo safety,
Myself behind and recording.
AeC-Firenze-L.Gori.

Cpt. Ruggeri flying as a rocket..

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Cpt. Ruggeri non amava troppo volare con l’ AFAB.
Le sue esperienze di lavoro nella progettazione di impianti di perforazione per l’estrazione del petrolio, lo avevano portato a lavorare in posti ai limiti dell’accessibilità, in luoghi imprecisati sulle carte geografiche, in regioni inospitali e selvagge, prive di qualsiasi comfort.
Per questo, quando libero dai suoi impegni lavorativi, si dedicava al volo, desiderava il massimo della comodità, scegliendo ostinatamente di volare con il D-EPRT.
In tempi non troppo lontani, poteva succedere che un fitto calendario delle prenotazioni, impedisse di scegliere il proprio aereo preferito.
Quel giorno, Cpt. Ruggeri, scopri le virtù dell’ AFAB, e impressionato dalle sue prestazioni si lasciò cadere dall’alto, sfiorando i 2000 ft/min. di velocità variometrica!

A Fabulous Aircraft Blocked

Afab3a copia
Noi del Club volavamo con l’AFAB.
La sua vecchia strumentazione analogica a noi nostalgici, piaceva molto.
Il motore da 210 CV ruggiva come un leone e non capitava raramente di essere ad altezze stratosferiche già in testata pista
I suoi sedili erano come seggiole impagliate e il suo interno odorava inconfondibilmente di motore e olio bruciato.
Ci pioveva dentro e d’inverno gli spifferi d’aria potevano cristallizzarti all’istante, eppure per la stragrande maggioranza di noi, era il nostro aereo preferito.
Non era un aereo per signorine, e volarci ti faceva sentire quasi un pilota della I Guerra Mondiale.
Non aveva GPS, né altre diavolerie simili, e pianificare accuratamente il volo era fondamentale se non volevi rischiare di perderti nella Pianura Padana.
Adesso è ancorato a terra come un uccello in cattività, perchè a lui piacerebbe tanto librarsi ancora in volo.