DM 2

AvariaRadio!

[…]
Anche quando la responsabilità dei due piloti è chiaramente definita, questa può ingenerare confusione. Sono noti incidenti in cui piloti particolarmente inflessibili e autoritari hanno costretto al silenzio piloti meno esperti. Il miglior rimedio a questo problema è quello di manifestare sempre i dubbi e le proprie preoccupazioni ogni qualvolta si manifesti una situazione di rischio al di là dell’esperienza dell’altro. A volte gli allievi tendono a considerare gli istruttori come infallibili. Naturalmente, non lo sono, e ogni buon istruttore sarà in grado di accettare ogni commento o dubbio in maniera costruttiva.
È vero altresì che l’istruttore a volte può ricreare una situazione, così da verificare l’efficacia e la prontezza di reazione dell’allievo. Nel caso di un pilota intollerante o autoritario che semplicemente si rifiuta di ascoltare i commenti senza per questo motivare le sue scelte, prendi in considerazione l’ipotesi di sceglierti un altro compagno di volo. Certi piloti hanno una particolare attitudine che non gli consente di volare in coppia, ed è probabile che la loro personalità sia quella relativa al profilo codificato del pilota-macho. Le loro ingiustificate reazioni a qualsivoglia ragionevole critica o commento potrà svelare una profonda insicurezza che li rende pericolosi per se è per gli altri…
Look here!

Flying from Valdera Airfield to Florence LIRQ
Cpt. Luca flying a Tampico TB9, Cpt. Giacomo safety,
Cpt. Myself enjoying the flight, GoPro recording.
AeC. L. Gori — Firenze.

Autopilot engaged!

Autopilot en!

Come in molti campi anche in aviazione spesso si formano due schieramenti di individui con pensieri diametralmente opposti, un pendolo di opinioni che oscilla da una parte all’altra senza mai restare in equilibrio. Un approccio manicheo che non ammette vie di mezzo. Come in molti casi, un approccio equilibrato sarebbe spesso preferibile adottando l’una o l’altra soluzione in base alla necessità contingente. Un esempio in campo aviatorio è l’uso dell’autopilota.
Per alcuni, una volta staccate le ruote da terra, l’autopilota è ingaggiato come logica prosecuzione della check-list, per tornare al volo manuale soltanto prima di atterrare. L’altro schieramento invece ritiene che l’autopilota sia per incapaci.
Tra i due schieramenti ci sono i piloti che ritengono l’autopilota come uno strumento per alleviare i sovraccarichi di lavoro così da dedicarsi ad altri compiti come scorrere le check-list, comunicare con gli enti di controllo e prepararsi all’avvicinamento. Questi ritengono che un autopilota funzionante può far volare un aeroplano in maniera perfetta, incrementando la “situational awareness” e riducendo i rischi di possibili errori.
Stà al pilota decidere come utilizzarlo al meglio, con la consapevolezza che se usato spesso può venir meno quella sensibilità a mantenere con precisione prua e altitudine, al contrario volando spesso manualmente è possibile dimenticarsi le regole di un corretto utilizzo dell’autopilota. Ogni pilota deve essere in grado di pilotare manualmente e con precisione un aereo, tuttavia esperti di “human factor” sono concordi nell’affermare che un uso continuo porta a perdere quella manualità acquisita prima della diffusione di aerei equipaggiati “glass cockpit”. Recenti incidenti aerei sono stati attribuiti alla perdita di abilità dei piloti nel condurre un volo “per assetti”. Quando gli automatismi sono venuti meno le conseguenze si sono rivelate fatali!

Scattered sulla costa Toscana.
Look here!
Cpt. Giacomo flying a Cessna172 SP, Cpt. Luca safety,
Cpt. Myself recording and enjoying the flight.
AeC. L. Gori — Firenze.

Photo of the Month

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Foto scattata all’interno dell’hangar dell’aviosuperficie di Caorle durante i Campionati Italiani di acrobazia 2013

Foschia

Trasimeno

L’estate per certi aspetti è la stagione ideale per volare anche se alcune giornate potranno creare seri problemi di visibilità per il pilota che opera in vfr. Anche durante una giornata di cielo prevalentemente sereno, la foschia può rendere un volo di trasferimento assai difficoltoso. Una regola è quella di sorvolare le città sopravvento, così da evitare l’inquinamento atmosferico che, mescolato alla foschia, può ridurre drasticamente la visibilità. L’inversione termica è la maggiore responsabile di tali fenomeni creando una sorta di barriera e impedendo all’aria di salire. Ad altitudini maggiori l’aria si fa più limpida con miglia di visibilità orizzontale, ma guardando in basso la cappa di foschia renderà la navigazione difficile. Il riflesso di corsi d acqua, il nastro chiaro di una strada, una montagna possono essere elementi utili alla navigazione cercando di definire la propria posizione come fossero le tessere di un gigantesco puzzle. Se siamo equipaggiati con gps, avremo l’opportunità di utilizzarli al meglio, altrimenti un consiglio, quello di abbandonare il proprio orgoglio e seguire una strada ben visibile come guidando un automobile..

La foto è stata scattata sul Lago Trasimeno lungo la tratta Firenze – Perugia.

Mai niente al caso!

Mooney

La mattina del volo l’allievo pilota e l’istruttore si avviarono verso il Cessna 152. Arrivati notarono che ambedue i tappi dei serbatoi erano svitati e appoggiati sulla fusoliera, mentre la cisterna per il rifornimento stava allontanandosi. Entrambi conclusero che i tappi non erano stati volontariamente riavvitati così da facilitare loro il controllo del livello di carburante.
I tappi vennero quindi avvitati al loro posto e l’allievo andò in volo.
Quarantacinque minuti dal decollo a seguito del completo spegnimento del motore, il pilota dovette affrontare un atterraggio di emergenza, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Ma cosa era successo?..
La relazione d’inchiesta stabilì che in realtà l’aereo la mattina del volo non era stato affatto rifornito di carburante, dato che il livello era chiaramente visibile fino all’ orlo. I tappi erano rimasti svitati e appoggiati sulla fusoliera per i due giorni precedenti, quando a seguito del rifornimento l’equipaggio, a causa del maltempo, aveva deciso di rinunciare a volare e incautamente lasciato i tappi svitati.
Nei seguenti due giorni era piovuto e l’acqua era entrata abbondantemente nei serbatoi.
A completare il quadro, le fredde giornate invernali avevano ghiacciato l’acqua e questa era andata adagiandosi non sul fondo, ma negli interstizi dei serbatoi, rendendo così inutili le operazioni di spurgo.
Di questa esperienza, vorrei segnalare oltre alla fortuna del pilota, l’importanza di non lasciare “mai niente al caso!”
NTSB Nunber: ATL99LA034. Shelbyville, Tennessee

Nella foto il Mooney 20J dell’AeC L. Gori-Firenze

Gli ultimi raggi di sole

Tampico

Arrivare al Club presto la mattina, perchè le prime ore della giornata sono le migliori,
verificare che l’aereo è perfettamente efficiente e sbrigare le formalità.
C’è da fare benzina, e i tempi di attesa possono anche dilatarsi.
Check esterni, accendiamo il motore, contattiamo la Torre, siamo pronti.. via!!
Finalmente in volo, bellissime sensazioni, cerchiamo sempre il massimo
della precisione, l’ obiettivo è la ricerca della perfezione, irraggiungibile ovviamente, ma solo così siamo sicuri di rientrare abbondantemente nei limiti della completa sicurezza.
Quello che ci procura il massimo della soddisfazione è eseguire un perfetto inserimento in circuito e atterrare dolcemente!
Rientrati, ci godiamo felici e soddisfatti, gli ultimi raggi di sole.

Firenze

Florence

Firenze vista dall’alto è un esperienza indimenticabile! Milioni sono i turisti che la visitano durante tutti i periodi dell’anno, ma solo pochi hanno il privilegio di vederla da 2000 piedi… Lasciandoci alle spalle Pontassieve, sorvolare le colline e le ville adagiate sulle pendici e seguire il corso dell’Arno fino a Piazzale Michelangelo. Una virata di 90° e siamo diretti verso il centro storico, Piazza Santa Croce, Piazza della Signoria, la cupola del Brunelleschi, tutto in rapida sequenza. In contatto con la Torre (118,30) ci chiede di riportare in base destra per pista 05. Quando siamo fortunati e la Torre non ci autorizza al finale dando la precedenza al traffico strumentale, orbitiamo sulla verticale del Duomo e i turisti sulla cupola sembrano salutarci.
Dimenticavo…2000 piedi sono la giusta altitudine per una prospettiva magnifica sulla città, e in caso di emergenza la quota sufficiente per rientrare planando alla base!