Percezione selettiva ed egotismo

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Il secondo ostacolo da superare, una volta consapevoli della necessità di migliorare la nostra Airmanship, è quello di occuparsene. Molti di noi sono disposti ad ammettere che la disciplina è una sfida che ci permette di migliorarci come piloti, ma allo stesso modo siamo occupati su altre sfide, pianificando di lavorare sulla disciplina in un secondo tempo…
E’ facile pensare che molti di noi sono persone che hanno una molteplicità di impegni, tutte le quali richiedono tempo, concentrazione, ed energia. Forse dovremmo farci la seguente domanda: “di tutte le nostre attività, quale può esserci fatale?” La risposta può essere l’incentivo a priorizzare il lavoro, dedicando i nostri sforzi in questa direzione.

Percezione selettiva

La memoria è strana. Non siamo sempre degli osservatori obiettivi come a noi piacerebbe pensare.
La nostra memoria non funzione come un video che registra fedelmente e obiettivamente gli eventi che vediamo e sentiamo. La nostra mente è in grado di filtrare, alterare e ricostruire quella parte di memoria che non fa parte della nostra percezione. Tendiamo quindi a ricordare soprattutto gli aspetti piacevoli, dimenticando aspetti che hanno un unico denominatore; i ricordi spiacevoli e gli eventi sgradevoli.
Ricerche in questo campo, hanno dimostrato come la nostra mente riscrive la realtà adattandola ad una immagine che abbiamo di noi stessi. Intuitivamente questo è vero anche nei nostri ricordi del volo, ricordando situazioni come atterraggi con il vento al traverso particolarmente riusciti, ma abbiamo difficoltà a ricordare eventi che ci hanno messo in difficoltà.
Il pericolo è quindi quello che la nostra memoria selettiva può convenientemente bloccare tutte quelle cattive abitudini ed eventi caratterizzati da scarsa disciplina.

Egotismo

Un altro problema che può compromettere la nostra disciplina è ciò che viene definito come egotismo o idealizzazione, ed è strettamente legato alla nostra percezione selettiva ossia la tendenza a credere di operare al massimo delle nostre capacità e che non c’è ulteriore spazio per un eventuale miglioramento. L’idealizzazione è strettamente relazionata con l’egotismo in quanto riteniamo, erratamente, di essere migliori di quanto siamo in realtà. Spesso i piloti si affidano ai loro soddisfacenti risultati per auto-convincere se stessi, e gli altri, della bontà della loro Airmanship. Questo è il loro pensiero: “sono appena atterrato con un vento al traverso di 20 nodi, come posso pensare di avere problemi di tipo disciplinare? Ho eseguito l’avvicinamento con perfetta disciplina!” Questa logica è chiaramente imperfetta. Allo stesso modo che un buon avvicinamento non fa di un pilota un eccellente pilota abilitato al volo strumentale, un esempio di buona disciplina non fa di lui un pilota disciplinato! In effetti può avere un effetto opposto inducendo eccessiva fiducia in se stesso e auto-compiacimento.

La morale è che tutti noi dovremmo considerare la nostra personale disciplina come qualcosa da migliorare. Se riteniamo di non averne bisogno, consideriamo attentamente ciascuno dei meccanismi sopra descritti. Difficoltà nel riconoscerne le nostre carenze, percezione selettiva, egotismo sono tutte condizioni pericolose per un pilota, poiché una volta entrati in questa logica siamo spesso inconsapevoli e spesso incapaci di realizzare quello che stiamo facendo.
Come è pensabile chiedere a noi stessi di correggere qualcosa di cui non siamo consapevoli?

In volo verso Genova

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