Regulatory deviation #3: Willful noncompliance



[…]
They are the most difficult to understand and therefore to deal with. For a variety of reasons, some pilots routinely, and I don’t use that word casually, intentionally violate known rules and regulations. Often they go away with it, sometimes they do not, as with the pilot of the ill-fated mission below.
On November 17, 1996, a Piper Aerostar 601P was destroyed when it collided with terrain while maneuvering near Eagle, California. The private pilot and four passengers were fatally injured. Instrument meteorological conditions prevailed, and an IFR flight plan had been filed. The airplane took off on runway 07. Shortly thereafter, the pilot reported he was returning to land on runway 25. The controller said he would turn on the lights up to full brightness. When queried by the controller, the pilot advised he did not have the airport in sight, and further, he did not wish for emergency equipment to be standing by. A few minutes later, the pilot advised that he had resolved the “problem” and would continue to his destination. The last radio communication was recorded a few minutes later. The on-scene evidence indicates that the airplane impacted a wooded ridge in a left-wing-and-nose-slightly-low attitude. The airplane then skipped across a draw and collided with another ridge and burned. Examination of the propellers indicate both were rotating at impact. There was no evidence of an inflight fire.
Within days of the incident, disturbing news was forthcoming in the local media, reporting that less than a week after the crash that the pilot not possess a valid instrument rating, and it appeared that he had taken a flight instrument test and failed it. Further insights into the mindset of the pilot came from the man who sold him the Aerostar only two weeks prior to the accident. He stated that the aircraft would have been critical for flight into the 28 degree, 400 foot ceiling reported at takeoff time. “I told Dave all this, and he said: All my flying is personal. If the weather is bad, I won’t go”. The former owner of the aircraft went on to say, “I’ve got 14.000 hours and I wouldn’t have taken off in those conditions unless maybe I were in a jet. I also asked him if he had his instrument rating, but he was noncommital about it”.
Had the pilot only been risking his own life, some measure of understanding might be possible. But also killed on the flight were the pilot’s companion and her three daughters.
(to be continued)


Sono le più difficile da comprendere e quindi da estirpare. Per una molteplicità di ragioni alcuni piloti regolarmente (non uso questa parola casualmente) violano intenzionalmente regole e norme conosciute. Spesso non ci sono conseguenze, altre volte sì come per il pilota del caso descritto:
Il 17 novembre 1996 un Piper Aerostar 601P rimase distrutto impattando il terreno nelle vicinanze di Eagle in California. Il pilota e i 4 passeggeri rimasero uccisi. In condizioni meteo IFR venne redatto un piano di volo strumentale, con partenza dalla pista 07. Subito dopo il decollo il pilota dichiarò di voler rientrare atterrando sulla pista 25. Il controllore disse che avrebbe acceso le luci alla massima intensità. Quando contattato dal controllore il pilota si lamentò di non avere in vista la pista e poco dopo di non aver bisogno di nessun tipo di assistenza. Quindi dichiarò di aver risolto il problema continuando a destinazione. Pochi minuti più tardi ci fu l’ultima comunicazione radio. Sulla scena del disastro l’aeroplano aveva impattato il terreno in un area boschiva con un assetto di leggera picchiata. All’esame delle eliche risultò che entrambi ruotavano al momento dell’impatto. Nessun segno evidente di un possibile incendio in volo.
A distanza di pochi giorni dall’incidente i media riportarono che il pilota non era abilitato al volo strumentale e che egli aveva sostenuto un check per il volo strumentale con esito negativo. Ulteriori elementi, utili all’indagine, furono forniti dal precedente proprietario che gli aveva venduto l’Aerostar solo due settimane prima dell’incidente, informandolo che l’aereo non era equipaggiato con sistemi di scongelamento -che sarebbe stato necessario nel caso in questione (ceiling a 400 piedi e temperatura al suolo di -2 gradi)-, ma che egli lo tranquillizzò assicurandogli che non avrebbe mai volato nel caso di cattivo tempo. Il precedente proprietario dichiarò di aver all’attivo 14000 ore di volo ma che per nessuna ragione avrebbe osato volare in quelle condizioni . E alla domanda, che egli rivolse al nuovo proprietario, se egli avesse conseguito un’abilitazione al volo strumentale, egli aveva risposto evasivamente.
Il pilota non aveva rischiato soltanto la sua vita, ma anche quella della compagna e dei tre piccoli figli.

2000 ft, following directions!

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