Reazione all’imprevisto!


[…]
Dalle relazioni degli incidenti è chiaro come il tempo è un elemento chiave nel successo o l’insuccesso di un’azione in seguito ad un imprevisto. Nella moltitudine dei casi, l’incapacità di fronteggiare una situazione imprevista ruota attorno alla quantità di tempo disponibile.
La prestazione di un pilota è spesso compromessa dalla sensazione o dall’effettiva esigenza di velocizzare le operazione o di cambiare gli obiettivi in corso. Questo genere di pressione può insorgere da molti fattori come dagli enti di controllo del traffico aereo per accelerare le operazioni a terra, una salita o una discesa, il decollo, ecc; ritardi dovuti al meteo, o più semplicemente il desiderio di tornare a casa e riposarsi o altri impegni casalinghi. Inoltre il fenomeno della distorsione temporale gioca un ruolo fondamentale, dove la percezione del tempo è modificata da un evento emozionale. A volte l’inaspettato può ragionevolmente considerarsi la norma in aviazione, dove la necessità di ripianificare l’intera missione non è poi così rara. L’uomo è in difficoltà nel gestire situazioni di cambiamento improvvisi, il cui risultato è una condizione di stress, le cose succedono troppo velocemente, non possiamo fermare l’aereo, siamo sotto stress e arrabbiati. Questi momenti sono detti “stress steps” e dobbiamo essere preparati a fronteggiarli, riconoscendone i loro effetti debilitanti. La Nasa ha anche puntualizzato il problema che in situazioni dove il cambiamento deve essere velocemente affrontato, la tendenza dell’uomo è quella di esacerbare il problema precipitandosi oltre modo senza apparenti motivi.
Nel 1993 è stato effettuato uno studio evidenziando come gli errori fossero causati dalla esigenza di velocizzare le operazioni.
Quando un pilota sente il bisogno di velocizzare una situazione imprevista o l’esigenza di un rapido cambio di programma, insorge un fenomeno conosciuto come “Hurry-up syndrome“. Il più grave disastro in aviazione, il terribile incidente a Tenerife, fu in parte dovuto al fatto che entrambi gli equipaggi stavano cercando di recuperare ritardi che si erano andati accumulando.
In un recente studio dell’ALPA (Air Line Pilot Association) dei 125 incidenti dovuti ad un fattore connesso al tempo, il 63% ha avuto origine nelle operazioni pre-volo, le cui conseguenze nella fasi successive erano già segnate.
(segue)

Foschia al suolo, visibilità 9999

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