RAAT (RPM, Altitude, Attitude, Track)

Volare è spesso paragonato alla pratica della vela. Si dice essere marinai di quel grande oceano che è il cielo sopra la nostra testa. In realtà, a parte i sottomarini, ci muoviamo in un’ambiente tridimensionale muovendosi sui tre assi cartesiani. Quando la terza dimensione è inclusa nell’equazione, siamo più imparentati a dei giocolieri piuttosto che a dei marinai dovendo continuamente focalizzare la nostra attenzione nelle varie direzioni. Se osservi gli occhi di un giocoliere, vedrai come questi sono in continuo movimento, spostando l’attenzione, da ciò che avverrà a ciò che è avvenuto. In aereo, ci sono alcuni fattori che sappiamo dover controllare, analizzando le varie informazioni che nelle varie fasi del volo sono più o meno sempre le stesse. Certe volte abbiamo a disposizione molto tempo per assorbire le informazioni e fare le dovute correzioni, altre volte, ad esempio durante un’atterraggio, le informazioni scorrono molto più velocemente e il necessario controllo richiede molta più attenzione.
Ciononostante non esiste una regola generale per assorbire tutti quei dati di cui il nostro aereo ha bisogno. Molti istruttori lo sintetizzano con un utile acronimo RAAT (RPM, Altitude, Attitude e Track) semplificando al massimo le informazioni che devono essere scansionate. Ciò può erroneamente portare ad assumere di “volare attraverso gli strumenti”, piuttosto che tramite la combinazione degli strumenti a bordo e le informazioni visive fuori dall’aereo.
Quando ti prepari a scansionare le varie informazioni, la primaria fonte di informazione è la vista al di là del parabrezza e le sensazioni fisiche, seguite dalle informazioni degli strumenti. Il pannello strumenti non è altro quindi che la conferma delle nostre sensazioni, sintetizzato attraverso dei numeri, ciò che vediamo e le nostre sensazioni. La scansione consiste nell’osservazione dell’esterno e nella verifica tramite gli strumenti, in una sequenza che si ripete nell’arco di pochi secondi. Gli occhi non si fermano mai ad osservare un particolare, se ciò avviene, è certo che qualcos’altro sarà trascurato.
RPM
E’ una dato che difficilmente può essere frainteso, specialmente in aerei a passo fisso quando l’RPM è in effetti la potenza generata. Ma come possiamo essere certi di quale sia il numero giusto? Per prima cosa dobbiamo regolare il numero dei giri/potenza al regime di volo ed essere certi che sia quello giusto per la particolare fase del volo. In salita il numero di giri sarà diverso da quello richiesto durante un avvicinamento, così ogni fase del volo richiede degli aggiustamenti appropriati. Ogni fase del circuito può richiedere che la potenza venga regolata in maniera diversa, per poi apportare la regolazione finale e lasciare l’aeroplano toccare la pista nel punto prestabilito.
ALTITUDINE
Anche questo è un numero che non ha bisogno di interpretazioni. L’unica questione è quale è il livello di precisione ricercato. Ad esempio, durante le virate su un punto puoi cercare di soddisfare gli standards minimi (+/-100 piedi), oppure cercare di migliorare gli standards a +/-50 piedi, se non +/-25 piedi, oppure ricercare la tolleranza di 0. Al di là della precisione voluta e la stabilità dell’aereo, mantenere l’altitudine in maniera precisa, richiede una costante verifica e la prontezza di apportare correttivi nel momento stesso in cui la tolleranza non è più quella prefissata.
(segue)

Giornata di meteo marginale

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