Scelte sbagliate

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Quando l’equipaggio contattò l’avvicinamento furono istruiti a scendere a 12000 piedi. Una volta inserite le frequenze di navigazione per l’avvicinamento fu presa la decisione di effettuare una virata di 360 gradi per perdere parte della quota in eccesso. Furono quindi autorizzati a 9000 piedi e il copilota che aveva la pista in vista, effettuò una rapida discesa. Il pilota richiese 50% di flaps, ma il copilota distratto dalle comunicazioni non sentì il pilota. Con la pista in vista venne eseguita la virata a 360°. Durante la virata, il pilota commentò che non sarebbe sceso troppo basso a causa del terreno. Il pilota continuò la virata intercettando la radiale, chiedendo in finale nuovamente 50% di flaps e confermando pista in vista. Il copilota estese i flaps e informò la torre di essere alle 3 miglia in finale.
L’equipaggio proseguì con la check-list di atterraggio, ma questa non venne completata, vennero estratti full flaps e furono autorizzati ad atterrare dalla torre. Il pilota espresse la sua preoccupazione per essere troppo alti in finale, il navigatore suggerì quindi di entrare in circuito. Erano in difficoltà ma le decisioni intraprese erano quelle giuste.
All’interno del circuito non venne letta nessuna checklist, il carrello venne esteso e i flaps al 20%, mentre il copilota cercava di incoraggiare il pilota della riuscita dell’avvicinamento, distraendosi dal completare la checklist e di controllare i parametri della distanza di atterraggio. Il circuito a vista aveva rotto le loro abitudini e l’equipaggio non stava più osservando le procedure. Il pilota iniziò la virata in base in anticipo con flaps a 20%. Scese ancora di pochi piedi ma ancora una volta era alto e veloce. Il pilota chiamo flaps al 50%. Durante l’avvicinamento il copilota confermò il carrello esteso e l’escursione dei flaps senza per questo concludere la checklist, continuando a monitorare la velocità. I parametri del FDR indicarono un rateo di 2000 fpm è una velocità di 170 nodi. Il pilota asserì di non essere in grado di rallentare ulteriormente. L’aereo sorvolò la soglia pista a 164 KIAS a 150 piedi. Era tempo di intraprendere una decisione: forzarlo a terra o riattaccare!
Il punto di contatto avvenne a 2025 piedi oltre la soglia a 151 KIAS, e nonostante i revers e i freni alla massima escursione il fuori pista fu inevitabile.
Nonostante tutte le informazioni a loro disposizione l’equipaggio non ne fece ricorso, non per ultimo delle riprese filmate che avrebbero consentito loro di ottenere tutti i dettagli della pista e dell’ambiente circostante. Quando realizzarono la difficoltà dell’avvicinamento essi avevano l’opportunità di discuterne durante l’ingresso nel circuito o richiedere un circuito di attesa per intraprendere le migliori decisioni, ma purtroppo l’equipaggio scelse di mettersi in una situazione senza via di uscita, incapace di riconoscere il pericolo di un secondo tentativo pasticciato. Quando il pilota decise di atterrare veloce e lungo, il loro destino era inesorabilmente segnato.
(segue)

6.500 piedi, prossimi Seravezza

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