Inhibitors of discipline

InhibitorsDiscipline

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[…]
Beyond big-picture inhibitors are issues that affect each aspect of the airmanship model, the foundation of which is discipline.
There can be no true airmanship without discipline, and factors that inhibit personal self-discipline should be at the top of our list of targets for removal. Over-competitiveness, fear of looking bad, peer pressure, a macho attitude syndrome, and “finis-flight-itis” can all affect discipline in a very negative way.
-Excessive competition
Although healthy competition is good for development, obsessive over-competitiveness can lead to a flyer who is willing to “cheat” to win. These flyers are willing to cut corners on safety and regulatory compliance to achieve a competitive edge over their contemporaries. A classic example occurred during a military navigation competition, when a bomber and a tanker decided to fly an illegal formation in an attempt to use the bomber’s better navigation system to get the tanker closer to the scored “end nav point” at the conclusion of the exercise. In their zeal to win the competition, the crews did an incomplete formation briefing, which resulted in both aircraft thinking that they were the flight lead and neither attempting to fly off of the other. The result was predictable, a severe midair collision that all were lucky to survive.
-“Peer pressure”
Oversensitivity to peer pressure can also be an obstacle to good air discipline. This tactic was used by the president of Downeast Airlines to coerce his pilots to bust weather minimums and turn his company into a money-maker at the expense of passengers and crew safety. He established a rivalry between pilots so that they would pressure each other to “get the job done”.
Aviators can exert influence for compliance, or they can inhibit good discipline by pressuring others to attempt questionable or even prohibited maneuvers, such as flying under a bridge, or flying through a particular canyon. These antics are sometimes seen as rites of passage or something that must be done if you want to be “one of the boys”.
Do not fall victim to these traps!
General Chuck Yeager recounts a lesson that he learned early in his flying career:
I would double or cut in half whatever it was that they said they had done, taking the conservative approach. If they said that they did a Split-S from 3000 feet, I would start mine from 6000. The point  is that flyers have a tendency to embellish what they really did when they get back on the ground. I knew many who have fallen victim to that trap. Keep in mind, you can’t do anything that hasn’t been done before, and that includes making a smoking’ hole”
(to be continued)

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Alla base dei tanti ostacoli che possono incidere sull’abilità di pilota, il principale è la disciplina.
Nessun pilota può considerarsi abile senza essere disciplinato e i fattori che impediscono l’auto disciplina dovrebbe essere in cima alla lista degli elementi da eliminare. Eccessiva competitività, “peer pressure”, paura di non essere all’altezza, attitudine macho, sindrome da air show possono essere tutti quanti fattori compromettenti.
-Eccessiva competitività
Anche se una sana competitività può essere considerata in termini positivi per la crescita personale, una competitività di tipo ossessiva può portare un pilota a “barare per vincere”. Questi piloti tendono a intraprendere scorciatoie sulla sicurezza e i regolamenti. Un classico esempio è quello che avvenne durante una missione militare quando un bombardiere e un aereo per il rifornimento decisero di volare in formazione con l’obiettivo di sfruttare il sistema più preciso di navigazione del bombardiere per migliorare il punteggio finale. Nel fervore di raggiungere la vittoria, gli equipaggi non completarono il briefing di volo in formazione, il cui risultato fu che ognuno dei due equipaggi era convinto di essere il leader della formazione. Il risultato fu una collisione in volo che solo fortunatamente non provocò vittime.
-“Peer pressure”
Ipersensibilità a “peer pressure” può essere un ostacolo a una buona disciplina. Questa “tecnica” fu usata dal presidente della Downeast Airlines per intimidire i piloti della compagnia a non rispettare le minime meteo così da incrementare i guadagni a spese della sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri, determinando una rivalità fra piloti così da spingerli l’uno l’altro a voler “terminare il lavoro”.
I piloti possono esercitare la loro influenza incoraggiando gli altri a eseguire manovre pericolose se non addirittura proibite, come volare sotto i ponti, o volare tra i canyon. Queste buffonate sono spesso considerati come riti di iniziazione o qualcosa che deve essere fatto per essere considerati come parte del gruppo.
Non cadere vittima di queste trappole!
Generale Chuck Yeager racconta una lezione che egli imparò quando era ancora un giovane aviatore.
Ero solito raddoppiare o dimezzare quello che dicevano di aver fatto secondo un approccio conservativo. Se dicevano di aver eseguito una split S a 3000 piedi, io iniziavo la mia a 6000 piedi. Il punto è che i piloti tendono a magnificarsi una volta messi i piedi a terra. Conosco molti che sono rimasti vittima di questa tendenza. Tieni in mente, che non puoi fare niente di ciò che è già stato fatto, incluso una voragine fumante nel terreno

Siena, during the Palio

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