Edward A. Murphy

E.Murphy
Diverse persone sostengono che non sia stato Edward A. Murphy a coniare la celebre frase “se qualcosa può andar male, lo farà”. A lui è invece attribuita un’altra frase dal contenuto analogo, che venne pronunciata nella circostanza che viene di seguito descritta.
Dal 1948 al 1949 Murphy (all’epoca capitano) fece parte di un progetto, denominato MX981, che aveva come obiettivo lo studio delle massime decelerazioni sopportabili dal corpo umano. I test di decelerazione, che ebbero luogo presso la base di Muroc Field (ora base aerea di Edwards), prevedevano l’impiego di una slitta potenziata da razzi, che scorreva su una rotaia. Sulla slitta era sistemato un crash test dummy trattenuto da un’imbracatura. Al fine di misurare
con precisione i livelli di sollecitazione. Murphy suggerì di impiegare come sensori degli estensimetri elettronici collegati all’imbracatura. L’incarico di installare i sensori all’apparato di registrazione fu affidato ad un collega.
Dopo il test si riscontrò che i livelli di accelerazione misurati erano nulli a causa di un errato collegamento dei sensori. Nel commentare sarcasticamente l’errore del collega, Murphy disse: “se c’è un modo di fare qualcosa storto, lui la troverà”.
La stessa frase nel tempo cambiò fino a trasformarsi nella versione che tutti conosciamo.

1000ft, sotto il sentiero di avvicinamento di Pisa. Il porto di Livorno.

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