Una forza misteriosa 2

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Sikorsky era più perplesso che amareggiato. Lo schianto era avvenuto misteriosamente e senza cause apparenti. Per la sua mente analitica il mistero andava risolto e questo lo occupò per un anno. La spiegazione gli venne suggerita non solo dalla natura del terreno e gli effetti di questo sulle condizioni atmosferiche, ma soprattutto dalla sue grandi capacità e la volontà di conoscere le cause degli effetti in volo così da migliorare quello che sarebbe stato il prossimo tentativo.

“L’esatta ragione del misterioso schianto fu chiarito un anno più tardi. L’S-2 con un piccolo motore da 25 cavalli aveva la potenza strettamente necessaria per rimanere in aria e volò appena due miglia alla velocità minima. A bordo non c’erano strumenti, allora non esistevano, perciò non potevo sapere della perdita di velocità se non attraverso le sensazioni e l’esperienza che allora ammontava a circa 8 minuti… L’S-2 aveva potenza sufficiente per mantenersi in volo livellato e la virata avrebbe richiesto un lieve aumento di potenza ma il problema principale fu una sacca di aria fredda che stazionava regolarmente sulla palude. Più tardi la attraversai con regolarità con macchine più efficienti e potenti e potevo avvertire la forza che mi spingeva dall’alto, ma per il piccolo S-2 quella forza era sufficiente per fargli perdere quota. Tirando a me la barra peggiorai la situazione, provocando uno stallo, come adesso viene chiamato, facendolo precipitare in maniera improvvisa”

Anche se adesso voliamo con aerei con potenza sufficiente a fronteggiare correnti ascensionali o discensionali causate dal terreno, questo fenomeno tipicamente avviene nella fase finale dell’avvicinamento quando siamo configurati per l’atterraggio con la manetta al minimo, volando intenzionalmente vicini alla velocità di stallo. Conoscendo questo fenomeno possiamo anticipare le correnti applicando piccole correzioni di assetto e potenza, per mantenere un angolo di planata più stabile possibile.
Una conoscenza più approfondita di queste problematiche non impedisce a molti piloti di volare in condizioni dove specialmente in zone montane ogni tentativo di recupero diviene impossibile. Un errore comune che spesso si risolve in tragedia è quello di volare in direzione del terreno ascendente per scoprire che non c’è potenza disponibile per salire e nessuno spazio per una manovra evasiva. Questo errore di valutazione è spesso dovuto ad un’errata stima delle prestazioni dell’aereo, altre volte a causa del meteo, oppure da un’errata lettura delle carte.

In avvicinamento a Marina di Campo.

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