Loss of control in VMC 6

PerdContrVMC6

flags_of_United-Kingdom
[…]
“An air show event had been organized … shortly after takeoff, the plane accelerated and the landing gear was retracted while still at low level… the aircraft was observed to pull up into what was described as a steep climbing attitude. The aircraft then entered a steep banked turn to the left, with some eyewitnesses estimating the bank angle to be approaching 90°. The aircraft then appeared to sideslip to the left and then yawed and rolled to the left, assuming a steep nose-down attitude…”  (pilot 6 hours on type).  

“… it appears that an impromptu air display had developed at the fly-in… the aircraft accelerated slowly at a hight of less than 20 feet. When it reached a point abeam the aircraft parking area it commenced a steep climb with a pitch angle of at least 20° combined almost immediately with a steeply banked right turn. The bank achieved appears to have been at least 60° and possibly as much as 80°. By the time the aircraft had turned through 180° and reached a height of about 200 feet it appeared to have stalled… The aircraft hit the ground at a pitch angle of more than 45° nose-down…” (pilot 43 hours on type).

No matter how skilled the pilot, a fall is inevitable if he exceed the aircraft’s limits. Only a safety net in the form of altitude will offer a realistic chance of salvation. An aviator who chooses to take his aircraft right to the edge of its performance at low level is walking a very narrow tightrope, and to do so for no good reason is absolute folly.
So far we have looked at loss-of-control accidents caused when the maneuvering of the aircraft was probably the pilot’s principal concern. Such accidents also occur when for some reason the pilot’s attention is directed away from the primary role of flying the aircraft. A significant percentage of loss-of-control accidents which were not precipitated by low-level aerobatics or maneuvering  happened following an engine failure. The exact causes of the engine failure varied (although fuel exhaustion and fuel starvation feature frequently). However, the simple fact is that even without engine power, the pilot was left with a functioning flying machine. In these circumstances he had every expectation of reaching the ground under control. The physics are quire simple; at average light-aircraft landing speed, and assuming a landing into at least a 5 knot wind, most single-engined aircraft will arrive at the surface with a groundspeed of no more than 40-50 knots. This speed will dissipate very quickly under braking, even on a rough surface, and so within 100 meters or so the aircraft should be traveling slowly enough for any collision with an obstruction to leave the occupants undamaged. By comparison if an aircraft arrives at the surface with an uncontrolled flightpath, the chances of the occupant escaping harm are very slim indeed. This is such a fundamental point that it needs stressing:

For a pilot the primary task is to keep the plane under control, whatever the situation!
(to be continued)

flags_of_Italy
“Era stata organizzata una manifestazione aerea…subito dopo il decollo, l’aereo accelerò e il carrello fu retratto quando ancora a pochi piedi da terra…quindi iniziò una rapida ascesa in assetto quasi verticale. L’aereo effettuò quindi una virata stretta a sinistra che i testimoni descrissero come sfiorare i 90°. L’aereo quindi effettuò una scivolata d’ala a sinistra imbardando per assumere quindi un assetto a picchiare…”(il pilota aveva su quella macchina all’attivo soltanto 6 ore..).

“…sembrava che i piloti impegnati nella manifestazione aerea quasi volessero sfidarsi l’un l’altro improvvisando evoluzioni sempre più spericolate…l’aereo accelerò lentamente ad un altezza di 20 piedi dal suolo. Quando al traverso dell’area riservata al parcheggio, inizio una salita verticale a cui segui una stretta virata a destra, che testimoni descrissero come effettuata con un angolo di banco tra i 60/80°. Al termine della virata di 180° e ad un altezza di 200ft andò in stallo, impattando il suolo con un angolo di 45°…”(il pilota aveva su quella macchina all’attivo soltanto 43 ore..).

Se si oltrepassano i limiti dell’aeroplano, poco importa qual’è l’abilità del pilota, le conseguenze possono essere tragiche e soltanto la protezione di una rete, rappresentata da un altezza sufficiente potrà salvaguardarlo. Un pilota che sceglie di portare il proprio aereo al limite, sta camminando sull’orlo di un precipizio, e non esiste ragione al mondo per accettare un rischio tale.
Abbiamo quindi preso in considerazione incidenti dove la perdita di controllo da parte del pilota è avvenuta nonostante la conduzione dell’aereo fosse la sua principale occupazione, ma certi incidenti occorrono anche quando l’attenzione del pilota è rivolta altrove. Una percentuale significativa di perdita di controllo, che non rientra nelle categorie delle evoluzioni acrobatiche o manovre a bassa quota, riguarda il capitolo delle piantate motore. La casistica delle piantate motore può essere molto varia, come l’ esaurimento del carburante (la causa più frequente). Comunque, è certo che un aereo, anche senza l’ausilio del motore è una macchina perfettamente in grado di rimanere in aria -anche se per un limitato periodo di tempo- garantendo al pilota la possibilità di raggiungere il terreno ancora in pieno controllo. I principi della fisica sono chiari al riguardo; considerando la velocità di atterraggio di un generico aereo di aviazione generale che atterra con un vento contrario di 5kts. arriverà a toccare la superficie ad una velocità rispetto al suolo di non più di 40-50kts. Questa velocità sarà dissipata velocemente dall’azione frenante del pilota, anche e soprattutto su di un terreno non perfettamente liscio. Entro i 100 metri l’aereo avrà una velocità tale che anche in caso di collisione con eventuali ostacoli presenti, dovrebbe garantire agli occupanti di uscire illesi, e addirittura con danni relativi all’aereo. Al contrario un aereo che impatta il suolo senza più controllo difficilmente lascerà scampo al pilota e ai passeggeri. C’è un punto fondamentale che necessita di essere sottolineato:

Per un pilota l’obiettivo principale è tenere l’aereo sotto controllo, qualunque sia la situazione!

Leaving the Asiago plateau with D-EPRT.

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