Unsafe Flight Operations 3

CondVoloPerico3

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Finally, the one common denominator that weaves itself to through the fiber of all humans, especially pilots. I’m talking about ego. A pilot’s ego, as you know, is only slightly smaller than pi times his headset size. Egoistically based decisions are both wide and varied, but share one major commonality: Most ego-influenced decisions are going to be bad decisions. For instance, if the final piece of a go/no-go decision is ego-based, it is a wrong decision simply for the method used to make the decision. Or perhaps a pilot forgoes a go-around for fear they will be thought less for a pilot for knuckling under to a bad approach. And it happens more than we will ever know. No one wants to be seen as inferior or of less stature than their peers, but I’ll let you in on a fact: the good pilots-the ones who really are the aces of the base- never ever let their egos fly them into a situation that their skill cannot get them into a situation that their skill cannot get them out of.  And therein lies the difference between the old pilot and the bold pilot. The old pilot knows with absolute certainty that the only thing that is for certain is uncertainty. And if there is any doubt as to the successful end of a given task or mission, the old pilot will stand down, go-around, execute a 180, or whatever it takes to get the hell out of there and live to fly again.
The “deliberate mistakes” (violations of the regulations) is another matter entirely. This is the willful departure from the rules for the sake of time, money, convenience, or all of the above. All are involved controllers mechanics, operators. Knowingly departing from the rules is not that rare in aviation, and this is not good since this type of error is very often fatal!
There are two types of pilots who violate the rules: those who set out to do it and really don’t give a rip for the rules to begin with. That habitual violator of the rules is not the person I’m talking to here. They, like thieves, will not repent merely because David says it’s a bad idea. They plan explicitly to brake the rules and there-fore don’t usually cause an accident that would draw attention to themselves. In other words, these are well-planned violations of the rules.
The others are more insidious and therefore more dangerous to self. They tend to operate in the gray area of the rules, bending them, but usually not destroying the rule itself, These guys usually push their limits, whether it be related to weather, fuel, or whatever until they finally break out into one final act of ultimate stupidity and kill themselves. They sneak closer and closer to their, or their aircraft’s limits, often losing sight of where those limits are until it is too late. Like getting closer and closer to the edge of a cliff. Pretty soon you get comfortable or complacent and that’s when the shelf gives way and you go down with the rocks. In aviation, this happens with dreadful regularity. If I had to sum the unspoken cause for the majority of the pilot-error-induced accidents and incidents, it would be one word: complacency. Complacency, can lull you into a false sense of security and draw you closer and closer to the edge of safe operating practices, and then, usually when things look their best, something will go terribly wrong and it may be too late to save it.
Stay sharp. Stay focused. Stay alive!!

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Infine, per concludere, un comune denominatore che tesse le fibra nell’essere umano in genere, ma nei piloti specialmente; egocentrismo. Le decisioni prese in questo contesto possono essere di vario genere, ma hanno un denominatore comune: spesso sono sbagliate! Ad esempio nel caso di una go/no go decision” questa sarà sbagliata, semplicemente per il metodo con cui questa è stata presa. Oppure rinunciare ad una riattaccata per evitare i commenti malevoli dei tuoi compagni piloti. Succede, succede più spesso di quanto possiamo immaginare! Nessuno vuole sentirsi inferiore agli altri, eppure, di questo sono certo, un’ottimo pilota si riconosce non attraverso la sua abilità, bensì la consapevolezza di mantenersi ampiamente al di sotto delle sue capacità, non lasciando che l’ego abbia il sopravvento. Ed è qui che si evidenzia la differenza tra un vecchio pilota e un pilota incosciente (“there are old pilots, and bold pilots, but there are no old bold pilots”). Il vecchio pilota sa con certezza che nel dubbio niente sarà più sicuro di una rinuncia a volare, riattaccare, eseguire una virata a 180°, tutto quello che ti permette di avere ulteriori occasioni di volare.
Gli “errori intenzionali” (violazioni delle normative) è tutta un’altra questione. E’ la caparbia inosservanza delle regole per questioni legate al denaro, alla convenienza, al tempo. Tutti ne siamo coinvolti, controllori, meccanici, operatori.. L’inosservanza delle regole non è una situazione così insolita nel mondo dell’aviazione e questa non è una buona notizia, poiché questo tipo di errore è spesso fatale!
Esistono due tipi di piloti che violano le regole: coloro che come ladri difficilmente cambieranno abitudini perché suggeriti a farlo. Escogitano piani per infrangerle deliberatamente, e solitamente causano incidenti dove difficilmente risulteranno responsabili, in altre parole sono abili e astuti a trasgredirle.
Gli altri sono più insidiosi e pericolosi a se stessi. Operano in un’area grigia ai limiti delle regole, assecondandole alle proprie necessità, senza per questo disattenderle in toto. Spingono i loro limiti ovunque, in relazione alle condizioni meteo, di autonomia di carburante fino allo stadio finale della stupidità, uccidendosi. Si avvicinano sempre più ai loro limiti di pilota e limiti meccanici, per accorgersi di averli superati quando ormai è troppo tardi. Come avvicinarsi sull’orlo di un crepaccio. Convinti della loro invulnerabilità si sentono al sicuro, e questo in aviazione avviene con terribile regolarità.
Se volessimo sintetizzare con una unica parola la somma delle cause che determinano gli errori dei piloti questa sarebbe “complacency”.
“Complacency”, quella quiete soddisfazione che ti sussurra all’orecchio che tutto va bene, o che tutto andrà bene, andrebbe cancellata da una lista di sostantivi che riguardino i piloti. “Complacency” può indurre in chiunque una falsa sensazione di sicurezza per portarti al di là dei limiti che rientrano nell’inviluppo della sicurezza e quando tutto sembra al meglio, qualcosa di tragicamente sbagliato può accadere.
Sii attento, stai concentrato, vivi!!

During winter, above the hills around Pistoia.

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